La Momola Menardi. Una, nessuna, centomila Valeri
"La Momola Menardi Una nessuna centomila Valeri"
di Franca Valeri, regia di M. Marigliano

Ogni volta che ci avviciniamo ai “mostri sacri” e Franca Valeri è un mostro sacro, abbiamo mille dubbi, mille paure,
mille domande. E’ possibile oggi godere solo della sua scrittura e non della sua presenza in scena?
Franca Valeri è stata la prima donna autrice attrice comica del dopo guerra. E’riuscita a toccare trasversalmente
con lievità donne vinte, femme fatale,madri, figlie, sorelle. Le ha tratteggiate con tenerezza, perfidia e ironia
costruendo delle maschere come hanno fatto: Goldoni, Scarpetta, Viviani.
Come solo i grandi sanno fare, ha ribaltato la sofferenza, l’infelicitàin comicità paradossale, surreale e grottesca.
E’per questo che secondo me è necessario, quasi un dovere, riproporla al di là della sua genialità interpretativa.
In uno spazio completamente vuoto una donna, giace con la sua enorme palla.
Palla dell’ormai onnipresente Pilates o palla Mondo?
E se la Valeri nei suoi ritratti diversificava i vari strati sociali, qui la nostra donna di oggi li contiene tutti, in una sintesi
che fa di tante donne un’unica donna contemporanea.
I vari personaggi convivono e si contraddicono in un’unica anima. Alla straordinaria staticità interpretativa della Valeri,
proviamo a contrapporre una donna in movimento sulla sua palla, sul suo mappamondo “chapliniano”.
Parla, si racconta, attende, telefona, canta e ci fa ridere e sorridere.
Libellula felice evocatrice di “tutti da Fulvia il sabato sera” (personaggio tratteggiato dai bravissimi Pericoli e Pirella),
ma anche corpo immobile, perplesso nella sua divertente follia beckettiana.
Alessandra Faiella con la sua acuta ironia e la sua intelligente comicità, mi ha permesso di lavorare la complessità dell’animo femminile, restituendo la scrittura di Franca Valeri immutata nel tempo, comica, ironica,graffiante, moderna. Eterna.

Milvia Marigliano