Ricordo di avere visto Franca recitare questo testo al Teatro di Porta Romana circa una decina di anni fa:
fu una folgorazione. Come era possibile, mi chiedevo, parlare di orgasmo, verginità, impotenza, frigidità senza mai una volta cadere nella volgarità, e, cosa ancora più difficile, senza mai divenire banali?
E naturalmente facendoci rotolare per terra dalle risate.
Rileggendo a distanza di anni questo testo, mi sorprendo ancora per la sua forza comunicativa e per l'attualità dei suoi temi: ovunque gli esseri umani continuano ad infliggersi guerre e violenze di ogni genere;
al progresso tecnologico e scientifico non si è accompagnato un altrettanto profondo rinnovamento etico e spirituale e l'amore non riesce ancora a fare da antidoto alla violenza.
Parlare di sesso, dice Franca Rame, è parlare d'amore, perchè fare bene all'amore migliora la comunicazione e l'armonia tra le persone. Attraverso una sorta di "allegra terapia di gruppo"
lo spettacolo propone una esilarante smitizzazione di tutti i tabù che ancora imperversano nella nostra cultura e che impediscono un approccio più libero alla sessualità e al rapporto fra i sessi.
Sono molto orgogliosa dunque, che Franca e Dario abbiano accolto con piacere la proposta di farmi nuovamente interprete di un loro testo (avevamo lavorato insieme anche ne " Il Papa e la strega"), e che Franca mi abbia così generosamente aiutato a metterlo in scena.
"Far ridere facendo pensare" è sempre stata una mia fissazione: chi meglio di questi grandi autori poteva aiutarmi nell'impresa?
Alessandra Faiella