Il corso consiste in un laboratorio teatrale di tipo pratico in cui gli allievi sono chiamati a svolgere esercizi fondati sulle tecniche di improvvisazione teatrale.Il fine dello stage? quello di giungere a costruire una sorta di canovaccio, un piccolo copione dalla semplice struttura drammaturgica (monologo o dialogo) da presentare al pubblico come dimostrazione del lavoro svolto.
Superando l'accezione spontaneista del lavoro creativo in cui per improvvisazione si intende la fiducia illimitata nel potere liberatorio dell'espressione corporea, la tecnica improvvisativa viene qui considerata come base per la costruzione di un testo comico.
Ciascun attore comico ha il problema di costruire un testo partendo dalle proprie caratteristiche psicofisiche e dalle proprie radici biografiche: ogni attore ha il proprio modo di essere comico, fatto di gesti, di suoni, di linguaggi espressivi che costituiscono la sua particolare cifra stilistica.
Ogni allievo potrà sperimentare "nel suo piccolo" l'ebbrezza della creazione del personaggio, divertendosi a ricercare, in se stesso e negli altri, le caratteristiche fisiche e psicologiche che muovono al riso.