Coppia aperta, quasi spalancata

Dario Fo e Franca Rame hanno scritto “Coppia aperta, quasi spalancata” nel 1982, in un periodo in cui l’Italia, grazie ai movimenti di contestazione e soprattutto al contributo di quello femminista, cominciava a svincolarsi dal giogo clerico fascista, come aveva dimostrato l’approvazione delle leggi sul divorzio, l’aborto e l’annullamento del delitto d’onore. Si dovrebbe dedurre quindi che “Coppia aperta, quasi spalancata” sia oggi un testo superato? Assolutamente no. Secoli di repressione e di machismo non spariscono al primo colpo di tosse. Per di più negli ultimi vent’anni le forze reazionarie hanno cercato di minare alla base i grandi mutamenti culturali e le conquiste civili ottenute. Se è vero, anche se qualcuno si
illude del contrario, che le lancette della storia non si possono portare indietro, è altrettanto vero che il testo è sempre attuale e porta il pubblico, soprattutto quello maschile, a riconoscersi nel personaggio in scena e a dire: “Caspita, ma quello sono io”.
Bisogna anche avere il coraggio di ammettere che quel tentativo di coppia aperta, di “corna democratiche”, non è riuscito e in una buona parte è quasi sempre naufragato nell’ipocrisia.

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Comedians

Restare fedeli ai propri ideali o tradire gli insegnamenti ricevuti per ottenere successo? Questo il dilemma che anima “Comedians”, riflessione seria in chiave comica che parte dal mondo dello spettacolo per diventare metafora della vita. Il testo, scritto dal drammaturgo britannico Trevor Griffiths nel 1975, ci presenta un gruppo di aspiranti comici, allievi di un ex attore impegnato politicamente, alle prese con il provino che potrebbe cambiar loro la vita. Ad esaminarli sarà un pezzo grosso dello show business, nonché una vecchia conoscenza del loro insegnante, che con lui condivide un passato da comico ma non certo gli stessi gusti artistici. Il tutor, una sorta di Dario Fo che non ha conosciuto il successo, è portavoce di una comicità graffiante, che vuole incidere sulla realtà affrontando temi di carattere sociale; il talent scout, al contrario, vede nella comicità il puro svago che non deve impensierire il pubblico. Tanto idealista è il primo, quanto pragmatico e affarista è il secondo, capace di dire “non siamo missionari, siamo dispensatori di risate”. 

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La Versione di Barbie
Monologo comico ad alto contenuto satirico

Ma quali favole ci hanno raccontato? La Bella Addormentata si sa, era imbottita di Xanax e non si può pretendere che fosse molto lucida, ma Biancaneve? Per secoli ci hanno fatto credere che fosse felice di essere la schiava per sette nanerottoli probabilmente nemmeno superdotati! E perché la Bella deve sposare una bestia e non avviene mai il contrario? Più che una fiaba, la vita di una donna è un horror! Sin dall’infanzia! Ad allietarci pensava la Barbie, il prototipo della donna ideale: bella e magra, tettuta e multitasking, seduttiva, emancipata ma eterna fidanzata di un tronista. La Barbie è una donna perfetta, noi no. Noi ci barcameniamo tra lavoro, carriera, figli, mariti, amanti, palestre ed estetiste, ossessionate dall’idea di una perfezione che non riusciremo mai a raggiungere. Il sogno di libertà si è trasformato in una schiavitù da incubo. 

E allora? E allora smettiamo di lamentarci e prendiamo in mano la nostra vita. 

Attraversando con piglio ironico e dissacrante l’itinerario di formazione della donna di oggi dalla nascita alla morte, Alessandra Faiella invita a uscire fuori dal tunnel della finta emancipazione, poiché il sonno della ragione che ha già generato troppi mostri. 

Tratto dal libro “La versione di Barbie” di Alessandra Faiella, Mondadori editore, in uscita a  gennaio 2013

Durata 70 minuti circa

   
 


Nudi e Crudi
Alessandra Faiella e Max Pisu vestono i panni dei beneducati Mr e Mrs Ransome del capolavoro di Alan Bennett, prestando la propria sapienza comica ai loro turbamenti, discussioni, contraddizioni, di fronte alla girandola di situazioni inattese che minano profondamente la granitica abitudine della coppia. In un percorso in cui entrano in contatto con una divertente galleria di personaggi strampalati eppur credibili, incarnazione di un ‘altro’ indispensabile ai coniugi per poter (non) comunicare, che ha, in tutte le sue varianti, la voce e il corpo di Claudio Moneta.
 

Un percorso che potrebbe essere la pietra tombale del loro rapporto, o forse l’inizio di una nuova esistenza libera dalle soffocanti convenzioni. Sperimentando come la realtà possa essere contemporaneamente tragica ed esilarante. Dipende dal punto di vista.

    


Sesso? Grazie tanto per gradire!

Atto unico di Jacopo Fo, Franca Rame e Dario Fo
Regia di Milvia Marigliano

Ricordo di avere visto Franca recitare questo testo al Teatro di Porta Romana circa una decina di anni fa:
fu una folgorazione. Come era possibile, mi chiedevo, parlare di orgasmo, verginità, impotenza, frigidità senza mai una volta cadere nella volgarità, e, cosa ancora più difficile, senza mai divenire banali?
E naturalmente facendoci rotolare per terra dalle risate.
Rileggendo a distanza di anni questo testo, mi sorprendo ancora per la sua forza comunicativa e per l'attualità dei suoi temi: ovunque gli esseri umani continuano ad infliggersi guerre e violenze di ogni genere; al progresso tecnologico e scientifico non si è accompagnato un altrettanto profondo rinnovamento etico e spirituale e l'amore non riesce ancora a fare da antidoto alla violenza.
Parlare di sesso, dice Franca Rame, è parlare d'amore, perchè fare bene all'amore migliora la comunicazione e l'armonia tra le persone. Attraverso una sorta di "allegra terapia di gruppo" lo spettacolo propone una esilarante smitizzazione di tutti i tabù che ancora imperversano nella nostra cultura e che impediscono un approccio più libero alla sessualità e al rapporto fra i sessi.
Sono molto orgogliosa dunque, che Franca e Dario abbiano accolto con piacere la proposta di farmi nuovamente interprete di un loro testo (avevamo lavorato insieme anche ne " Il Papa e la strega"), e che Franca mi abbia così generosamente aiutato a metterlo in scena.
"Far ridere facendo pensare" è sempre stata una mia fissazione: chi meglio di questi grandi autori poteva aiutarmi nell'impresa?

   

La Momola Menardi. Una, nessuna, centomila Valeri

di Franca Valeri, regia di M. Marigliano

Ogni volta che ci avviciniamo ai “mostri sacri” e Franca Valeri è un mostro sacro, abbiamo mille dubbi, mille paure,
mille domande. E’ possibile oggi godere solo della sua scrittura e non della sua presenza in scena?
Franca Valeri è stata la prima donna autrice attrice comica del dopo guerra. E’riuscita a toccare trasversalmente
con lievità donne vinte, femme fatale,madri, figlie, sorelle. Le ha tratteggiate con tenerezza, perfidia e ironia
costruendo delle maschere come hanno fatto: Goldoni, Scarpetta, Viviani.
Come solo i grandi sanno fare, ha ribaltato la sofferenza, l’infelicitàin comicità paradossale, surreale e grottesca.
E’per questo che secondo me è necessario, quasi un dovere, riproporla al di là della sua genialità interpretativa.
In uno spazio completamente vuoto una donna, giace con la sua enorme palla.
Palla dell’ormai onnipresente Pilates o palla Mondo?
E se la Valeri nei suoi ritratti diversificava i vari strati sociali, qui la nostra donna di oggi li contiene tutti, in una sintesi
che fa di tante donne un’unica donna contemporanea.
I vari personaggi convivono e si contraddicono in un’unica anima. Alla straordinaria staticità interpretativa della Valeri,
proviamo a contrapporre una donna in movimento sulla sua palla, sul suo mappamondo “chapliniano”.
Parla, si racconta, attende, telefona, canta e ci fa ridere e sorridere.
Libellula felice evocatrice di “tutti da Fulvia il sabato sera” (personaggio tratteggiato dai bravissimi Pericoli e Pirella),
ma anche corpo immobile, perplesso nella sua divertente follia beckettiana.
Alessandra Faiella con la sua acuta ironia e la sua intelligente comicità, mi ha permesso di lavorare la complessità dell’animo femminile, restituendo la scrittura di Franca Valeri immutata nel tempo, comica, ironica,graffiante, moderna. Eterna.

Milvia Marigliano

 

Il Burqa e la Velina 

Il disagio femminile tra oriente e occidente
con Alessandra Faiella
a cura di Alessandra Faiella e Giovanna Ramaglia

E’ difficile parlare ancora di donne oggi. Dopo l’ondata del femminismosi è diffuso una sorta di ottimismo illusorio sulla condizione della donna contemporanea. Eppure è sufficiente allargare lo sguardo a Oriente per accorgersi che le prospettive non sono così rosee: diritti negati, emarginazione, violenze.
Da noi invece tutto bene? Non si direbbe a giudicare dal numero degli stupri, delle violenze domestiche e delle discriminazioni sul lavoro. Per non parlare dell’inquietante uso del corpo femminile nei media di casa nostra.
Senza avere la presunzione di esaurire una problematica così ampia, questo documento-spettacolo si propone di gettare uno sguardo, anche ironico e grottesco, sulla cultura patriarcale che ha dominato e domina il mondo da secoli. Senza vittimismi ma anche senza falsi entusiasmi.

Lo spettacolo è patrocinato da Amnesty International
 


STASERA NON ESCORT

Spettacolo comico con:
Alessandra Faiella
Margherita Antonelli
Claudia Penoni
Rita Pelusio
Regia di
Marco Rampoldi
aiuto regia e collaborazione ai testi Marianna Stefanucci


Un gruppo di attrici comiche “scende in campo” per commentare con una satira dissacrante lo stato delle donne italiane di oggi. 

Partendo dal presupposto che per una donna contemporanea l’unico lavoro sicuro e ben remunerato sembra essere quello della escort, le attrici posano il loro sguardo impietoso sulle disparità tra i sessi, nella sessualità, nell’immagine offerta dai media, nel mondo del lavoro.

Un mondo, quello della società di oggi, talmente assurdo e paradossale da fornire un’infinità di spunti comici, sebbene di fronte alla  desolazione di certi scenari il riso si faccia a volte amaro.

Le attrici si alterneranno sulla scena tra monologhi e canzoni, dissertando in modo comico sulla realtà contemporanea, soffermandosi su temi cari al mondo femminile: dall’autostima all’incomunicabilità tra i sessi, dalle fiabe  alla pubblicità, presentando al pubblico personaggi esilaranti quali: la signora Varagnolo (la desperate housewife di Pinerolo), l’antropologa esperta in  escort,  la cantante di liscio Daccela e le velone. 

Quattro straordinarie attrici disposte a tutto pur di demistificare a colpi di risate i luoghi comuni sul mondo delle donne.

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